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Come si innesca il bigattino

Tecniche di pesca - La pesca in mare con il bigattino

Mi sembra doveroso dedicare una sequenza di video al corretto innesco del bigattino. Come si vede le fonti sono più che autorevoli.....buona visione!!!! 

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Fishing-Mania

Fishing-Mania è su facebook
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Segnaliamo interessanti pagine interamente a disposizione del mondo della pesca sportiva e al servizio del pescatore, con suggerimenti, informazioni e servizi indirizzati al nostro grande hobby.
mercatino:
 

Il Surfcasting

Tecniche di pesca - Il surfcasting

Che cos' è il surfcasting? Letteralmente significa lanciare la lenza oltre l'onda. Già il termine contiene una parola molto indicativa:onda. La tecnica di pesca a surfcasting prevede quindi un mare mosso o in scaduta, e questo è senza dubbio un elemento che la contraddistingue ad esempio dalla pesca a fondo o dal beach ledgering.

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Il vento inizia ad alzarsi, e il mare da increspato comincia a gonfiarsi. L'acqua piano piano comincia ad intorbidirsi, e le correnti marine iniziano a tessere il loro gioco, sopra il pelo dell'acqua i banchi di spuma galleggiano in superficie....

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L'azione di pesca nel Naory fishing

Oggi parliamo di vera e propria azione di pesca alla seppia e al calamaro. La prima cosa da fare è preparare la lenza. Si unisce mediante speciale nodo giapponese il trecciato proveniente dal mulinello con del monofilo fluorcarbon dello 0,25/0,30. Tale spezzone finale di fluorcarbon deve avere una lunghezza tra 1,20 ml e 1,60 ml. al cui estremo andremo a legare l'artificiale. Personalmente non amo collegare l'artificiale ad una eventuale girella dotata di moschettone, per facilitare il cambio dell'artificale, poichè così facendo vado a modificare l'assetto in acqua dell'egi, che diventa instabile. Molto meglio un semplice nodo  direttamente all'artificiale. Ora non rimane che lanciare il nostro artificiale nel luogo in cui pensiamo ci possano essere delle seppie. Una volta che l'artificiale finisce in acqua, attendiamo che questo guadagni il fondo. vedremo il trecciato uscito dal mulinello non muoversi più, a patto che stiamo pescando su fondali sabbiosi. Per fondali rocciosi aspettare tale segnale potrebbe essere rischioso pena la perdita dell'artificiale, ma conoscendo i tempi di affondamento delle nostre esche fornite dalle case costruttrici possiamo farci un'idea di quanto occore all'artificiale per guadagnare la prossimità del fondo. Dopo questa fase si compiono due Jerkate, recuperando successivamente il filo in bando, aspettando poi 15 secondi (il tempo necessario all'artificile per riguadagnare la prossimità del fondo). Si ripete questa azione di pesca fino a quando l'artificiale non finisce nel sottoriva. In genere si fanno tre lanci e poi ci si sposta di una quindicina di metri. La seppia attacando l'artificiale mette in tensione il trecciato, e il segnale che viene trasmesso alla punta della canna non è altro che un appesantimento di questa (la sensazione di aver preso un sacchetto si fa largo in noi...). Quando recuperiamo, facciamolo costantemente e con calma, in modo da non strappare i tentacoli al cefalopode. Per salparlo, meglio usare un guadino. Io lascierei ora spazio a questi bellissimi video, dove si può avere la percezione visiva di ciò che vuol dire pescare seppie e calamari con questa tecnica. Ad illuminarci sono di nuovo i giapponesi......Buon divertimento.

 

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Le attrezzature del Naory fishing

Dopo aver visto in azione i nostri amici giapponesi alle prese con lo spinning da terra a calamari e seppie, siamo ora pronti per passare a riflettere sull'applicabilità di tale tecnica sulle coste italiane. Posso assicurare che tale tecnica potrebbe funzionare benissimo addirittura anche nel Medio Adriatico, ma c'è una piccola precisazione da fare. Innanzi tutto le prede potrebbero essere più facilmente seppie che calamari, ma questo non sarebbe importante, poichè anche con la seppia ci possiamo divertire, e potremmo utilizzarla in caso di cattura (se di piccole dimensioni) come esca viva durante la notte per predatori quali la spigola, l'orata, ecc... Il problema è che quando le seppie si avvicinano a terra per deporre le uova, i pescatori professionisti tappezzano il mare di nasse a volte anche dove non si potrebbero calare. E' difficile trovare da terra dei luoghi in cui nel tratto di mare antistante non ci siano nasse. E' un vero e proprio "schifo" di spettacolo. Un'altra osservazione che si vuole fare è che questi pescatori, al giorno d'oggi per pulire le loro nasse usano acqua sparata ad alta pressione: salpano queste gabbiette, tolgono l'eventuale seppia catturata e lavano le nasse dove il povero cefalopode sentitosi intrappolato, come ultimo istinto di sopravvivenza per la continuazione della sua specie,  depone le uova. Risultato: se continueranno così stermineranno la seppia quale specie ittica che popola il tratto di mare che va da Rimini fino ad arrivare a Pesaro.

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Tataki fishing: i calamari e le seppie dalla barca

Tecniche di pesca - La pesca a calamari e seppie con esche artificiali

Prima di parlare di qualsiasi tecnica che riguarda la pesca del calamaro e delle seppie, vale la pena concentrare la nostra attenzione sugli artificiali da utilizzare per la cattura di cefalopodi. In genere, con tale tecnica si catturano i calamari sia di giorno sia al tramonto, mentre per la pesca del calamaro in notturna nel nostro paese si preferisce la traina perchè più redditizia. La tecnica Tataki necessita di una canna da TATAKI FISHING (morbida), multifibra, girelle antitorsione, terminale per due o tre totanare e piombo finale. TATAKI FISHING è una pesca attiva che mette in azione le totanare con un equilibrio ed un movimento speciale. Yamashita propone alcuni prodotti concepiti per questa nuova ed interessante tecnica di pesca.

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Poichè ci sono tantissimi modelli da utilizzare, occorre avere dei riferimenti per scegliere quale artificiale montare sulle lenze in base alle condizioni meteomarine. Il prospetto di seguito riportato può dare utili indicazioni in tal senso.

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Tre video mostrano questa tecnica. Con i prossimiarticoli approfondiremo quanto qui mostrato, cercando di mettere in evidenza gli aspetti di tale tecnica che consentono di catturare calamari e seppie da utilizzare come esche vive nella traina con il vivo a dentici e ricciole, oppure, più semplicemente per poter assaporare le carni dei cefalopodi. Come per la spigola con il gamberetto vivo, anche nella traina con le esche vive bisogna catturare pesci o cefalopodi esca per poter catturare dei  predatori. Per cui, cercate di cogliere i piccoli segreti mostrati nei video.

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Mormore-orate-branzini al vapore

Le ricette - Mormore-orate-branzini al vapore

Questa è una delle mie ricette preferite, poiché mi piace proprio il gusto che la portata assume, poiché rimane molto natural. Supponiamo di avere quattro o cinque mormore (le orate e i branzini sono anch'esse due speci ittiche che si prestano a questo tipo di cottura) sui trecento/quattrocento grammi a pesce. Per la pulizia del pesce seguiamo quanto indicato nella ricetta mormore alla griglia. Questa volta però cuoceremo il pesce al vapore. Naturalmente dobbiamo avere una pentola a vapore (non a pressione, sono differenti, mi raccomando...) di solito c'è una parte dove si versa dell'acqua, poi c'è un cestello sollevato dal livello del liquido, e poi un coperchio che chiude il tutto. Il principio è che l'acqua quando bolle evapora sotto forma di vapore ad alta temperatura, salendo incontra il cesto superiore dove c'è il pesce che quindi si cuoce con il vapore. Non dobbiamo far altro che inserire due pesci alla volta nel cestello superiore, e chiudere il coperchio.

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L'azione di pesca alla mormora

Tecniche di pesca - La pesca delle mormore

In questo articolo affrontiamo la pesca alla mormora. In primo luogo, occorre scegliere la  postazione. Al contrario di altre specie quali la spigola, la mormora è distribuita un po' ovunque, ma ci sono dei luoghi più frequentati di altri, come una scogliera artificiale parallela alla costa che si spinge più verso il mare aperto di altre scogliere. Anche le buche tra due scogliere sono punti molto pescosi, soprattutto verso il tramonto quando il pesce entra all'interno delle scogliere artificiali. Anche le scogliere artificiali allineate ortogonalmente alla costa sono adete alla pesca della mormora. Bisogna individuare i punti in cui la profondità dell'acqua è maggiore a causa di buche o canaloni, a fondale sabbioso. Conviene andare a pesca riducendo al minimo l'attrezzatura: guadino, due canne, zaino con gli accessori e un secchiello per le esche sono le uniche cose che servono.

 

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Portare sempre con voi tutte le esche che riuscite a rimediare, prevalentemente vermi di mare. La più catturante in assoluto è l'arenicola, seguita da coreano e muriddù. Molto catturante è la tremolina che vive sotto i sassi. Potete provare anche con piccoli cannelli, paguri sgusciati e cozze. La mormora è golosa di cozze.  Ci sono due cose fondamentali da portare quando si va a pesca, soprattutto d'estate: la cerata e le scarpe ai piedi. Mai uscire senza queste due cose se si pesca dalla scogliera. Nel periodo da giugno ad agosto si deve  pescare dal mattino presto fino alle 8:00/8:30 di mattina, e poi dalle 18:00 per tutta la notte, a causa della presenza dei bagnanti. Per segnalare le beccate nel caso di pesca notturna servono delle starlight da fissare sul cimino delle  canne mediante l'ausilio di scotch oppure di dispositivi messi in vendita dalla stonfo. Servirà anche una pila da testa per poter effettuare le varie operazioni . La montatura base non è complicata. Mediante un nodo di giunzione di sangue (illustrato da un video nella sezione nodi di pesca), si collega lo 0,30 allo shock leader del 0,40. La lunghezza dello shock leader deve essere circa due canne e mezzo. Si inserisce il piombo lungo lo shock leader, seguito da un salvanodo. A questo punto la girella va legata allo shock leader.

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La pesca della mormora su fondale sabbioso-attrezzatura

Tecniche di pesca - La pesca delle mormore

La pesca della mormora dalle scogliere artificiali su fondo sabbioso

La pesca della mormora o del rigatino, come la chiamano in Romagna per via delle linee verticali che ne contraddistinguono il dorso, è una pesca molto divertente e se la stagione è buona può regalare anche numerose catture in una stessa battuta. La tecnica che si utilizza per catturare le mormore è una pesca a fondo, quella che oggi è chiamata beach ledgering. Ci sono però degli accorgimenti tecnici e delle strategie per affrontare le battute, che possono fare la differenza. Le mormore in Romagna e nelle Marche sono pesci stagionali che si avvicinano alla costa nel mese di Aprile e vi rimangono fino a Ottobre, salvo particolari annate, mentre nel Sud Italia sono stanziali, presenti sottocosta per tutto l'arco dell'anno.

 

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Per un'ottima battuta di pesca è fondamentale la conoscenza del luogo. Le mormore sono un po' ovunque, ma ci sono punti in cui questi splendidi pesci stazionano più volentieri, perchè la corrente e il moto ondoso svelano quegli esserini che vivono sotto la sabbia e che costituiscono il loro principale nutrimento. La prima cosa da rilevare è la “morfologia” del luogo:pescare dalla spiaggia o da una scogliera artificiale non è la stessa cosa. Io mi trovo quasi sempre a pescare dalla scogliera artificiale e, contrariamente a quanto si possa pensare, il pesce non è mai molto distante dalla base sommersa della scogliera e addirittura a volte lo si trova proprio sotto di noi. Per queste ragioni, non ha senso utilizzare una canna molto potente per fare dei lanci molto lunghi. In sostanza il pesce bisogna cercarlo, poiché la mormora si muove in piccoli branchi a meno che non si tratti di individui adulti decisamente sopra la media come peso (700/800 gr.). La canna adatta per pescare la mormora dalla scogliera è di diversi tipi, che possiamo suddividere essenzialmente in canne da ricerca e da aspetto. a questi corrispondono due tecniche di pesca. La prima categoria di canne comprende attrezzi molto leggeri, con una potenza di lancio non oltre i 100 gr. Si può pescare per ore tenendo la canna in mano senza sentire indolenzimento al braccio o al polso. Alla seconda categoria appartengono le canne con un massimo di potenza di lancio di 120 gr. Entrambi i modelli devono avere dei vettini molto sensibili, capaci di avvertire anche le minime tocche dei pesci più sospettosi. Le canne da ricerca possono essere la Mitchell privilege mormora 2, canna dallo strepitoso rapporto qualità prezzo, una vera e propria bacchetta magica, molto ben curata e realizzata. Un altro eccellente attrezzo dal costo un po' più elevato risulta essere la Sansone di Barbetta, nella sua misura più lunga ossia la 4,50 ml. con azione > di 80 gr. Questa è una canna che per la pesca di ricerca alla mormora non ha rivali. Ha un dispositivo sensoriale che, se viene a contatto con il pollice della mano mentre la stiamo impugnando, è capace di trasmetterci la tocca del pesce anche se non vediamo la vetta, il tutto per un peso contenuto di 360 gr.. Vi è poi la Nexave AX TE 7 XH, una serie di canne estreme che per potenza, rigidità ed affidabilità non hanno rivali. Sono attrezzi per pesche particolari, come la pesca dagli scogli dove bisogna alzare il pesce di peso senza l’ausilio del guadino o per lanciare a notevole distanza da riva zavorre dal peso consistente. Io l'ho vista in pesca e devo dire che per azione ed eleganza è una signora canna. Per pescare dagli scogli prenderei una 4,50 azione 30-100 gr. Per 301 gr di peso. Chi volesse pescare con più ami si può orientare verso il modello da 4,80 ml per un'azione compresa tra 30 e 100 gr. e un peso di appena 310 gr. Per ciò che concerne le canne per la pesca di aspetto, ricordiamo tra le varie la Shimano Antares CX della lunghezza di 4,20 ml per una potenza di lancio di 120 gr, con un peso di 390 gr. La differenza tra le due tipologie di attrezzature è molto sottile e a volte durante l'azione di pesca ci si trova a ricercare le mormore con canne da aspetto e viceversa.

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Graten di molluschi e scampi

Le ricette - Graten di molluschi e scampi

 

Graten di scampi, ostriche, vongole veraci, cappe sante, fasolari

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Il graten di molluschi e crostacei è una ricetta molto comune nelle terre bagnate dal mare adriatico. Consiste nel comprare dei molluschi che ci piaccino e di farli a graten al forno. Vediamo come si fa. Fondamentale e pulire alla perfezione i molluschi: i più indicati sono cappe sante, vongole veraci, fasolari,ostriche, cannolicchi. Laviamo bene il tutto e apriamo i molluschi con coltello o meglio attrezzi appositamente studiati. Occhio alle ostriche che sono molto resistenti per cui a volte si rischia di farsi male nell'aprirle. Fatto questo si puliscono gli animaletti all'interno, togliendo le parti non commestibili: l'ostrica non ne ha, per cui si mangia tutta, e lo stesso vale per la verace, e il fasolare, ma della cappa santa se non è già pulita, deve rimanere la lingua rossa e l'animaletto centrale che è quasi come un tronco di cilindro. Per lo scampo al grate l'operazione prevede un lavaggio e una volta asciugato, lo si rivolta a pancia all'aria, e con una forbice si taglia dalla bocca fin verso l'attaccatura della testa con il tronco. Dopodichè si prebde un coltello e si spacca in modo da non separare le due parti ma di farle rimanere unite. Preventivamente si sono asciugati i gusci e i ciccioli dei molluschi che andremo a fare al graten, per cui possiamo disporli sopra il padellone da forno, dove i gusci sono cosparsi con un po di olio (mezzo cucchiaino di olio extravergine di oliva a guscio in base alle dimensioni dell'animaletto e del guscio).

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I finali incollati

Tecniche di pesca - I finali incollati per la pesca a bolognese

L'esigenza di incollare i finali nasce dall'introduzione nel campo della pesca del filo in fluorcarbon al 100%. Si tratta di un filo trattato con particolari procedimenti che lo rendono quasi invisibile in acqua; il suo indice di rifrazione è 1,37 mentre quello dell'acqua di mare è 1,34. Vediamo di spiegare con parole semplici ciò che questi numeri stanno a significare: l'indice di rifrazione è un parametro macroscopico tipico di ciascuna sostanza presente in natura. Rappresenta il fattore numerico che esprime di quanto la velocità di propagazione di un' onda elettromagnetica (raggi solari in questo caso) nel mezzo è più elevata rispetto a quella nel vuoto. Se lo volessimo scrivere in formula semplificata scriveremmo:

Indice di rifrazione=velocità onda elettr. nel mezzo/velocità onda elettr. nel vuoto

-indice rifrazione aria= 1,000292 (l'aria si comporta in buona approssimazione come il vuoto)

-indice rifrazione acqua salata=1,34

-indice rifrazione fluorcarbon 100%=1,37

-indice rifrazione fluorocoated=1,41

-indice rifrazione vetro crown=1,517

-indice rifrazione diamante=2,419

Dire che l'indice di rifrazione dell'acqua salata è di 1,34  significa che i raggi solari, quando giungono sotto la superficie marina, subiscono un aumento di velocità di propagazione di  0,34 in più che nell'aria. Nelle acque chiare i pesci non vedono il filo ma avvertono i riflessi causati dagli cambi di velocità di propagazione che i raggi solari subiscono quando collidono con il monofilo. Avere un monofilo che ha indice di rifrazione quasi coincidente con quello dell'acqua salata vuol dire rendere quasi impercettibili questi fenomeni fisici. Per queste ragioni si dice che il fuorocarbon 100% “scompare” o diviene “invisibile”. Il fluorcarbon è ottimo per la pesca in tutte le acque cristalline e trasparenti: il suo utilizzo incrementa realmente il numero di catture. La rigidità è un'altra ottima caratteristica di questo monofilo, il quale è indicato anche per la realizzazioni di travi per il surfcasting. Inoltre, la sua resistenza all'abrasione e alla salsedine è ottima se paragonata al monofilo tradizionale. Il limite di questo tipo di filo è il carico di rottura e la resistenza al nodo che sono inferiori al monofilo classico. Una sorta di incrocio tra monofilo tradizionale e fluorcarbon puro al 100% è rappresentato dai monofili Fluorocoated, vale a dire dei fili tradizionali trattati in superficie con particolari processi che limitano i fenomeni di visibilità sopra descritti. Ad esempio, il Fluorine topscorer della Tubertini è un filo di tale natura: il suo indice di rifrazione è di 1,41. Se avete la fortuna di andare a pesca con un amico che non conosce il fluorcarbon e voi invece lo usate, fate attenzione a quante mangiate l'uso di questo filo permette. Vediamo ora in termini di resistenza cosa si perde ad usare un fluorocarbon al 100%:

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