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Home La spigola e il gamberetto vivo Come reperire i gamberetti

Come reperire i gamberetti

Tecniche di pesca - La spigola e il gamberetto vivo

I gamberetti vivi sono un'esca molto catturante, soprattutto per ciò che concerne la pesca della spigola. Vediamo come reperirli durante tutto l'anno, poiché in base al periodo, ci sono diversi modi più o meno redditizzi per procurarseli. Esistono due tipi di gamberetti utilizzabili: quelli che popolano le scogliere e le dighe artificiali, i quali possono divenire anche di dimensioni consistenti, e presentano delle striature sulla corazza (io le chiamo“tigrate”), e quelle che vivono nelle acque salmastre all'interno dei canali, i quali hanno un tipico colore bianco panna trasparente. Molti pescatori sostengono che quest'ultimo tipo di gamberetto sia molto più catturante rispetto al primo a causa del suo colore che lo dovrebbe rendere quasi fosforescente durante il suo utilizzo notturno. Io sostengo che i gamberi tigrati sono altrettanto buoni e a volte hanno superato e di molto le schille di canale.

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In genere i luoghi in cui è più facile reperire i gamberi chiari, sono i punti dove i fiumi sfociano in mare (meglio se il canale risulta “banchinato” per consentire gli attracchi alle imbarcazioni). Altri luoghi molto redditizi sono le darsene dei porti, dove vengono attraccate le imbarcazioni. L'obbiettivo è avere a disposizione una quantità di gamberi sufficiente per una o due battute di pesca, con il minimo sforzo possibile. A tal fine il sistema più redditizio a confronto con altri sistemi, risulta essere senza ombra di dubbio quello della cassetta di frutta in plastica, opportunamente allestita per attirare i gamberetti vivi. Tutto l'occorrente per costruirla consiste in un po di filo di ferro, delle cassette di plastica rimediate dall'ortofrutta e un filo di spago possibilmente di colore scuro o in alternativa un filo da pesca dello 0,70, uno o due mattoni forati da spaccare in parti uguali per fare zavorra ed infine dei rametti di alloro. Se andiamo da un qualsiasi fruttivendolo, e chiediamo cortesemente se possiamo prendere alcune cassette, sicuramente non dirà di no (di solito le darà gratis). Sceglieremo delle cassette non molto grandi con il fondo che presenti delle feritoie più piccole possibili. Una volta rimediate le cassette, con il filo di ferro si collega la metà del mattone forato al fondo della nassa, in posizione centrale: questo pezzo di mattone fungerà da zavorra che consentirà alla nassa di arrivare alla profondità prestabilita. Successivamente si realizzano, sia nel senso del lato più lungo sia in quello più corto della cassetta, dei tratti di filo di ferro ammorsati alle sue pareti laterali: questi serviranno per non fare uscire i ramoscielli di alloro che saranno posizionati in abbondanza sul fondo della cassetta. Come ultima opera da realizzare non ci rimane che legare due spezzoni di filo robusto posti lungo le diagonali della casetta: questi serviranno per il collegamento del filo madre alla nassa, per cui si deve fare attenzione a realizzare dei buoni nodi per evitare che essa rimanga nel fondo del mare. A questo punto la cassetta in se è bella che pronta. Non rimane che inserire sotto i fili di ferro predisposti, ramoscelli di alloro, nella quantità tale da non saturare tutti gli spazi vuoti tra essi, ma in maniera tale che tutta la cassetta di plastica sia abbastanza piena.

 

Un consiglio che do è di selezionare la taglia dei gamberetti: se vi trovate dentro tanti gamberi allora prendetene solo lo stretto necessario per una o due battute di pesca, vale a dire 20 gamberi di quelli medio grossi; gli altri lasciateli pure dentro e ricalate le cassette. Non è raro trovarvi all'interno anche qualche anguilla, ghiozzi, granchi gronchi ecc. Per i granchi, schiacciateli e incastrateli dentro la nassa, faranno da esca attirante per le nostre schille. Le anguille di grossa pezzatura le potete lasciare o se vi piacciono portatele a casa per cucinarle. Le piccole anguilline (10-15-20 cm) sono esca micidiale per il branzino, per cui tenetele pure perchè possono essere innescate per la coda: queste ultime però non vanno conservate assieme a i gamberetti poiché consumano più ossigeno per cui farebbero morire i gamberetti. Pezzi di sarda per attirare le schille possono essere inseriti, anche se personalmente non ho visto dei grossi miglioramenti.

Un sistema molto valido per rimediare i gamberi tigrati invece, consiste nell'utilizzare le piccole nasse che sono in commercio anche nei negozi di pesca. Tale sistema funziona solo di notte, con mare calmo o piatto, e nel periodo che va da inizio Aprile fino a fine Ottobre: si può utilizzare quasi esclusivamente sulle scogliere. Per catturare i gamberi in questo caso è necessario utilizzare delle esche di richiamo da porre nelle apposite taschette di cui queste nasse sono dotate. Di solito per attirarle all'interno della trappola si usano delle alici sotto sale ma anche altri tipi di esche vanno bene. Se si prende qualche granchio che entra dentro la nostra nassa, vale la pena schiacciarlo e usarlo esso stesso come esca. Se si va a pescare una sera, e si individua delle condizioni come sopra descritto, si faccia una prova: mentre si pesca si cali anche la nassa per catturare i gamberi “tigre”. Avendo l'opportunità di avvistare i gamberi tigre dalla fluorescenza dei loro piccoli occhi, vale la pena usare anche un piccolo retino, tipo quello che i bambini utilizzano quando vanno al mare: se sono in superficie i gamberi, forse è il sistema più veloce e migliore, ma questo è sempre legato alle condizioni meteomarine che devono essere ottime.

 

 

Quando si va a pesca di gamberi, ci si deve sempre ricordare di portare dietro due cose fondamentali: un secchiello in plastica con legata una corda di 2/3 ml contenente al suo interno dei guantini usa e getta di plastica, e la gamberiera vera e propria, atta ad ospitare le nostre preziose esche vive. L'ossigenatore serve solo ed esclusivamente nei mesi estivi di Giugno, Luglio e Agosto.

Altri sistemi? Effettivamente ci sono tanti altri sistemi, che in base al periodo di pesca possono rivelarsi più o meno efficaci. Cercate di evitare il metodo della bottiglia di plastica che compare su alcuni siti di pesca. Per esperienza personale posso dire che in quelle bottiglie di plastica non è entrato mai un gamberetto. Qui sotto troverete una carrellata di fotografie dei sistemi più utilizzati, sui quali però non mi dilungherò più di tanto dato che ritengo di aver già dato molte e dettagliate informazioni sul metodo più redditizio in assoluto.

 

Come tenerli vivi? Be chi non possiede un acquario marino può adottare questo validissimo medoto che però ha l'inconveniente di dover cambiare l'acqua ogni 2/3 giorni. Si prende una bacinella di plastica, di quelle che le nostre nonne usavano per lavare i panni, e la si riempie con dell'acqua marina presa nello stesso luogo dove abbiamo reperito i gamberi, in modo da formare uno strato di acqua profondo 8/10 cm. Si immettono i gamberi e il gioco è fatto. Il numero di questi in genere non può superare le 10/12 unità per bacinella altrimenti vedrete cominciare morire le creature. Il luogo più idoneo per tenere le bacinelle, soprattutto d'estate dovrebbe essere un luogo fresco (un garage interrato sarebbe l'ideale). C'è da dire che i gamberetti risentono molto dell'effetto delle escursioni termiche per cui quando si cambia l'acqua state attenti che le due ( quella in cui hanno vissuto e che è contenuta in bacinella, e quella prelevata dal mare) più o meno siano alla stessa temperatura.

Come nutrirli?Le cozze, vongole, cannelli vanno benissimo. Le cozze e le vongole le apro con un coltellino e le lascio a bagno per 1 minuto, poi sciacquo il mitile sotto l'acqua corrente: dopo tale trattaento posso dare il pasto ai miei gamberetti. In questo modo evito di variare sensibilmente il ph dell'acqua in bacinella. Non date loro da mangiare sardoni sotto sale in bacinella: i gamberetti morirebbero per variato ph dell'acqua. Il cannello di solito lo taglio a pezzetti dopo averlo sgusciato dopodichè ripeto la stessa procedura illustrata sopra. Dopo che le creature hanno pasteggiato, getto i pezzetti rimasti via dalla vasca, per non imputridire ulteriormente l'acqua. Diciamo che da quando abbiamo dato il pasto hai gamberetti possono passare al massimo 24 ore prima del cambio dell'acqua. Infatti noterete che il colore dell'acqua è cambiato.

Detto ciò passiamo invece all'etica del comportamento, che è non meno importante. Prego a chi sta leggendo questo articolo, di non fare razzia di gamberetti, e di prenderne solo lo stretto necessario e diffidare di chi preleva 100/120 gamberetti quando per andare a pescare due volte ne bastano di solito una ventina. Queste sono creature che appartengono al mare e il fatto di prelevarne in piccole quantità, se pur brutale che possa sembrare a qualcuno, può essere anche assorbito da madre natura. Pensate cosa accadrebbe se ogni pescatore prendesse 100 gamberi alla volta......Purtoppo alcuni pescatori storici il cui fine è di pescare la spigola per venderla, (capite subito chi sono perchè passano intere giornate sulla scogliera, non come pescatori sportivi, ma come chi lo fa per mestiere......) pur di non fare pescare altra gente vanno a salpare tutte le nasse che riescono a trovare e fanno razzia di gamberetti. Una ventina di anni fa il mare era molto più ricco di queste creature ma chi ci ha preceduto è stato talmente poco lungimirante che ora noi che potremmo essere i loro figli o nipoti siamo costretti a ereditare un mare più povero. Le nasse che calate, non possono essere ritenute le vostre anche se, educazione lo vorrebbe, non si dovrebbe mai usare la cosa di altri. Se vedete qualcuno che ve le salpa abitualmente cercate con educazione di spiegare che quelle nasse le avete costruite voi e ci avete messo tanto impegno per realizzarle. Se la persona è intelligente di solito desiste, ma se vi trovate di fronte ad un altro pescatore che pur avendo le sue nasse viene ad alzare anche le vostre, allora suggerisco di fare altrettanto a lui... Mi raccomando sempre di pulire con precisione certosina le banchine dove avete alzato le nasse per due essenziali motivi: il primo perchè è poco educato lasciarle sporche, il secondo per nascondere alle altre persone la posizione delle nasse.

Come innescare il gamberetto? Di solito si usa innescarlo per la coda, facendo passare la punta dell'amo all'interno della corazza del gambero dalla parte della pancia, verso la coda, evidando con l'amo di appuntarlo nella parte centrale. Così facendo si mantiene in vita più a lungo e non si vanno a ledere le zone centrali ricche di terminazioni nervose, della schilla. La lunghezza della corda madre che è collegata alla nassa artigianale sarà determinata dalla profondità del luogo in cui decideremo di calare le nostre nasse. Una volta calate le nasse si legano ad una bitta o in un posto sicuro da squardi indiscreti. Se non avete una idea su dove possano essere i gamberetti allora costruitevi 4 nasse e posizionatele in 4 differenti posti: in genere cercate di evitare le imboccature poiché prive di privacy. I punti migliori sono quelli a monte della foce stessa ad una distanza che varia da 350 a 650/700 ml dall'imboccatura. Se questi punti sono banchinati sono ottimi per il nostro scopo. Le darsene ci consentono di posizionare le nassa in quei punti dove la corrente non risulta essere troppo sostenuta. Per decidere la profondità alla quale posizionarle, dobbiamo indicativamente considerare il periodo in cui siamo: nei mesi più freddi, vale a dire da fine Ottobre a fine Marzo faremo stazionare la nassa in prossimità del fondo, magari sollevandola da esso di 20/40 cm, mentre nei mesi estivi le schille stazioneranno più in superficie per cui un 30 cm sotto il pelo dell'aqua ad acme di bassa marea direi che è una ottima profondità. Naturalmente non è una regola fissa per cui se non trovate gamberi nelle nasse ci sono tre possibili motivi: o la profondità è errata, o le nasse vengono salpate da altri pescatori (la cosa è abbastanza frequente purtroppo) oppure nei pareggi non ci sono gamberetti. Si tenga conto che per rendere adescante la nassa, questa deve permanere in acqua almeno una settimana e mezza o due settimane dal giorno in cui viene calata. Decorso questo periodo durante il quale non consiglio di salparle, se i gamberetti ci sono colonizzeranno le nostre cassette in plastica opportunamente allestite, per cui avremo a disposizione le preziose esche.