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Home La pesca a calamari e seppie con esche artificiali L'azione di pesca nel Naory fishing

L'azione di pesca nel Naory fishing

Tecniche di pesca - La pesca a calamari e seppie con esche artificiali

Oggi parliamo di vera e propria azione di pesca alla seppia e al calamaro. La prima cosa da fare è preparare la lenza. Si unisce mediante speciale nodo giapponese il trecciato proveniente dal mulinello con del monofilo fluorcarbon dello 0,25/0,30. Tale spezzone finale di fluorcarbon deve avere una lunghezza tra 1,20 ml e 1,60 ml. al cui estremo andremo a legare l'artificiale. Personalmente non amo collegare l'artificiale ad una eventuale girella dotata di moschettone, per facilitare il cambio dell'artificale, poichè così facendo vado a modificare l'assetto in acqua dell'egi, che diventa instabile. Molto meglio un semplice nodo  direttamente all'artificiale. Ora non rimane che lanciare il nostro artificiale nel luogo in cui pensiamo ci possano essere delle seppie. Una volta che l'artificiale finisce in acqua, attendiamo che questo guadagni il fondo. vedremo il trecciato uscito dal mulinello non muoversi più, a patto che stiamo pescando su fondali sabbiosi. Per fondali rocciosi aspettare tale segnale potrebbe essere rischioso pena la perdita dell'artificiale, ma conoscendo i tempi di affondamento delle nostre esche fornite dalle case costruttrici possiamo farci un'idea di quanto occore all'artificiale per guadagnare la prossimità del fondo. Dopo questa fase si compiono due Jerkate, recuperando successivamente il filo in bando, aspettando poi 15 secondi (il tempo necessario all'artificile per riguadagnare la prossimità del fondo). Si ripete questa azione di pesca fino a quando l'artificiale non finisce nel sottoriva. In genere si fanno tre lanci e poi ci si sposta di una quindicina di metri. La seppia attacando l'artificiale mette in tensione il trecciato, e il segnale che viene trasmesso alla punta della canna non è altro che un appesantimento di questa (la sensazione di aver preso un sacchetto si fa largo in noi...). Quando recuperiamo, facciamolo costantemente e con calma, in modo da non strappare i tentacoli al cefalopode. Per salparlo, meglio usare un guadino. Io lascierei ora spazio a questi bellissimi video, dove si può avere la percezione visiva di ciò che vuol dire pescare seppie e calamari con questa tecnica. Ad illuminarci sono di nuovo i giapponesi......Buon divertimento.