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Home La spigola e il gamberetto vivo Tutto ciò che del branzino non si dice

Tutto ciò che del branzino non si dice

Tecniche di pesca - La spigola e il gamberetto vivo

In questo articolo voglio parlarvi degli aspetti più nascosti della pesca alla spigola con il gamberetto vivo. Ci sono cose che gli spigolari non dicono poiché sono deduzioni che appartengono alla loro personale esperienza, a volte fatta di lunghe attese invane sopra le scogliere. Come ho avuto modo di constatare personalmente, anche andando a pescare con tutte le condizioni meteo-marine-lunari a favore, non sempre si ha la fortuna di incontrare la spigola disposta ad attaccare la nostra esca. I periodi immediatamente precedenti alla deposizione delle uova, vedono il branzino con una grande riserva di energia, soprattutto negli esemplari che vanno dai 2,00 Kg in su. Quasi tutte le spigole di taglia che ho allamato hanno avuto il medesimo comportamento, ovvero dopo essere state allamate, si sono dirette verso la scogliera che mi ospitava.

popolodelmare-sea-bass.jpg - 294.28 Kb

(Questo bellisimo dipinto lo potete trovare a questo link: http://story2paint.blogspot.com/2010/04/sea-bass-in-watercolour.html)

Immaginate di avere il galleggiante ad un 15/20 ml dalla scogliera in cui state pescando. Ad un certo punto questo si inabissa brutalmente. Se siete concentrati su di esso potete avere il tempo, una volta contato fino a 5 o 6 di raccogliere il filo in bando e ferrare con decisione. Sentite forte tensione e la canna è curvata al massimo per lo sforzo. La frizione precedentemente regolata con sapienza concede il giusto al pesce. Esso deve sentire la potenza della canna e la forza del pescatore. Mai concedere troppo filo....costerebbe caro.

La spigola prende la sua strategia di difesa, ovvero punta decisa verso gli scogli su cui voi siete. La maggior parte delle volte lo fa non ortogonalmente alla scogliera ma in diagonale....Che fare? Forzate a più non posso il possente avversario, ed allora accadono generalmente due cose: o il finale si rompe per lo sforzo, oppure una volta vicino a i massi il finale viene reciso o si deteriora a tal punto che la rottura risulta inevitabile. Di sicuro una spigola che si comporta così conosce bene il luogo di caccia. Potrebbe avere le tane sotto quei massi che ci ospitano.

Volete lasciare la possibile buona riuscita alla strategia difensiva della spigola?E' per questo che mi reco a pescare con una canna da 7 ml. Decisamente potente (la speedmaster azione 7) e in bobina uno 0,22 con finale in fluorcarbon dello 0,22. Vi dico subito che anche con questo assetto ho dovuto soccombere più di una volta su esemplari di 6-7 Kg che ti puntano verso la scogliera. Gli altri spigolari mi guardano di solito come un UFO convinti che i diametri da adottare siano inferiori a quelli che utilizzo io. Nel mese di Maggio 2011 però è successo che più di uno spigolaro ha avuto rotture su quei fili esili(!), è tutti si sono recati a cabiare i fili al negozio di pesca optando per qui fili che io già uso da diverso tempo e che a volte mi hanno visto soccombere.

Ora voglio raccontarvi ciò che ho letto in un libro di pesca che risale al 1986 per cui un libro che ha 25 anni intitolato La pesca alla Spigola di Mario Cagnone, di cui penso siano uscite delle ristampe ultima delle quali risale al 2002. A proposito di fili da usare in bobina per la pesca della spigola con il vivo (cefaletti, gamberetto,ecc....) Cagnone sosteneva che un buon 0,30 o 0,35 deve essere imbobinato nel mulinello. Sicuramente la sua esperienza lo ha portato ad adottare fili così robusti. Se avete la certezza che grossi esemplari sono in agguato (soprattutto nei periodi autunnali e primaverili), opterei per un esperimento con 0,35 in bobina e un 0,30 fluorcarbon come finale con un amo rigorosamente del n°4. Il branzino quando è in caccia non si cura dello spessore del finale per cui di notte questi finali dovrebbero garantire buone possibilità di cattura a patto che il finale non sia inferiore a 1,90 ml.

Quando arrivate sul luogo di pesca la prima cosa da fare è studiare dove posizionare il guadino per essere pronti, nel caso foste così fortunati di allamare un grosso esemplare, a guadinare senza difficoltà: nulla deve essere lasciato al caso per evitare di avere brutte sorprese nella fase finale del combattimento. Quando questo volge al termine, cercate di tirare fuori la testa della spigola dall'acqua, e di tenerla così per un una decina di secondi, poiché in tal modo il pesce entra in anossia, per cui diviene più semplice poi guadinarlo.

Un noto spigolaro delle mie parti, per ovviare all'inconveniente della rottura del finale sugli scogli in caso di allamata di un grosso e combattivo esemplare, adottava la seguente tecnica per la pesca alla spigola: rifiutava la montatura classica e costruiva la sua lenza per andare a cercare i grossi esemplari più distante possibile dalla scogliera. Utilizzava un galleggiante piombato da 20/25 gr.collegato alla lenza madre in maniera fissa: finale in fluorcarbon della lunghezza di 3 ml.con innescato un gamberetto. Lanciava così il complesso pescante il più lontano possibile, lasciandolo trasportare dai venti e le correnti. Così facendo il suo galleggiante si trovava ad esplorare un grande tratto di mare antistante la scogliera e si accorgeva della presenza del grosso esemplare poiché ad un certo punto la lenza cominciava a partire.

popolodelmare-montatura a galleggiante piombato per branzino.jpg - 50.06 Kb

Questa è una strategia di pesca differente, che porta la lenza lontano dagli scogli per evitare poi in fase di combattimento brutte sorprese. Egli teneva l'archetto del mulinello aperto e rilasciava il filo con il dito indice della mano destra. Così facendo di solito la spigola non aveva modo di puntare verso gli scogli e molto spesso partiva verso il largo. In una situazione simile la canna più adeguata è una potente 6 ml che ci da il vantaggio di lanciare in maniera più agevole la nostra lenza il più lontano possibile dagli scogli. La ferrata può essere di due tipi: si chiude l'archetto e si imprime una bella ferrata se il galleggiante non lo vediamo più e il pesce è già partito; in questo caso infatti se il filo parte dal mulinello già il pesce ha eliminato il possibile bando del filo. Se invece si vede ancora il galleggiante e si percepisce il suo affondo ad una distanza importante, si deve recuperare il bando più in fretta possibile e dare una prima ferrata, seguita da due o tre giri di manovella e poi un'altra ferrata un po meno energica per non lacerare la parte della bocca del pesce che è stata allamata.

Lo spigolaro in questione sosteneva che preferiva vedere meno mangiate (poiché la linea di separazione dal fondo sabbioso e dalla roccia è la zona più indicata per incontrare la spigola), ma quelle che riusciva ad avere quasi sempre le portava a buon fine con la cattura di esemplari importanti.

Una cosa importantissima riguarda la cura con cui lanciate e recuperate il gamberetto. Cercate di non fiondarlo con violenza quando lanciate: imprimete cioè la giusta energia al lancio in modo da non traumatizzarlo troppo. Quando recuperate l'esca viva fatelo molto lentamente poiché così facendo lo manterrete vivo e vegeto più a lungo possibile e la sua vitalità sarà accettabile. Controllate ad ogni recupero il suo stato e se risulta poco vitale sostituitelo. A volte il gambero finge di essere morto. In questo senso è utile un secchio pieno d'acqua nel quale immergerlo per vedere se è veramente stremato. Nel caso sostituitelo.

Di solito io uso un ossigenatore per iperossigenare il secchio con i gamberetti in modo che questi siano molto attivi. Se adotterete questi accorgimenti, anche se utilizzate fili dello 0,22/0,23 come finale e in bobina uno 0,25, vedrete che il vostro calamento non sarà meno catturante di quello di pescatori che scendono al di sotto di tali diametri, anzi......

C'è un'altro sistema che mi hanno riferito per rendere i gamberetti più vivaci ma io personalmente non l'ho mai utilizzato e consiste nel mettere nell'acqua dei gamberi due gocce di mercurio cromo: questi dovrebbe provocare una sorta di prurito alla corazza del gamberetto il quale poi si dimena di più. Poiché non l'ho mai provato personalmente, se qualcuno di voi volesse sperimentarlo, suggerisco di non mettere le due gocce di mercurio cromo nella gamberiera contenente tutti i gamberetti, ma al più in un secchio a parte con dell'acqua di mare, prendere due gamberetti e poi aggiungervi due gocce di mercurio cromo. Penso che tale procedura sia un po barbara nei confronti di quei gamberetti che già subiscono abbastanza traumatismi.....

Un negoziante di pesca delle mie zone sostiene che se siamo dei fumatori dobbiamo manipolare ed innescare il gamberetto con un guanto di lattice: in tal senso devo dire che personalmente, dopo aver fumato sigarette ho innescato il gambero e ho preso pure i branzini, per cui se siete persone scrupolose potete indossare il guanto di lattice alla mano, ma penso che questo non influenzi l'esito della pesca.....se il pesce c'è si farà sentire.....guanto o non guanto....

Se sarete costanti nel perseverare sulla scogliera alla ricerca del branzino dei vostri sogni, vedrete che alla fine riuscerete sicuramente nel vostro intento. E' solo questione di perseveranza e di allestrire attrezzatura e accessori di prima qualità. Sotto questo punto di vista anche io che non sono certo un fenomeno con la canna in mano, sono riuscito con la perseveranza e ho potuto constatare come a volte in una pescata si prendono quei pesci che non siamo riusciti a prendere in tutte le uscite andate a vuoto, e credetemi che sono veramente tante.......soprattutto nella zona che frequento io. Cercate di calarvi nello stato mentale di chi crede in quello che fa e abbiate fiducia nella vostra paratura. Se non vedete mangiate il pesce non c'è o non ha intenzione di nutrirsi. Non arrovellatevi il cervello nel cercare di cambiare parature su parature, poiché ciò si rivelerà inutile. Credete nella vostra montatura.

Di sicuro ora sapete cosa vi può attendere nel caso decidiate di recarvi a pescare la spigola.......se permettete vi do un consiglio:non disperativi se rompete il finale quando allamate un grosso esemplare, non sarete gli unici pescatori a cui è successo e probabilmente non sarà per voi l'ultima volta: tutto fa esperienza in questo affascinante sport e poi a volte vinciamo noi e a volte il pesce poiché questa è una legge della natura. La mia speranza è quella di darvi una mano per quello che mi è possibile. Buon divertimento e fatemi sapere come vanno le vostre uscite.