Il long arm PDF Stampa E-mail
Tecniche di pesca - Il surfcasting

Analizziamo il potenziale di uno dei calamenti più usati nella pesca da riva: il long arm. Letteralmente il termine deriva dalle parole inglesi long= lungo, arm=braccio: per cui "lungo braccio". In mezzo alla schiuma non lavora tanto bene per cui a surfcasting lo utilizzeremo prevalentemente quando il mare non è troppo agitato, per esempio nella fase di scaduta. Discorso diverso riguarda la pesca con il long arm in condizioni di mare prevalentemente calmo. Si parlerà di beach ledgering o PAF e questo calamento può risultare catturante soprattutto nei confronti degli esemplari di maggior peso, i "Big Fish". Lo schema che sono solito impostare per il long arm è il seguente:

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Vorrei porre la vostra attenzione sui diametri dei fili e sul materiale utilizzato: trave dello 0,60 in fluorcarbon vuol dire avere un trave molto rigido, resistente alle abrasioni, ed estremamente robusto agli sforzi di trazione. Su di una rivista di pesca leggevo che il fluorcarbon non è assolutamente da utilizzare poichè rispetto al normale monofilo è meno resistente per cui in fase di lancio si rischia di rompere il trave. Bene ma qui c'è un diametro dello 0,60 che tiene a 25,488 kg. (per la cronaca uso l'XPS Fluorocarbon Super Iso di Trabucco, lunghezza 20 ml.) ed in più è molto rigido e superesistente alle abrasioni: ogni pescatore è giusto che abbia le sue preferenze che derivano da anni di pratica e tentativi.....  

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Lo snodo dal trave lo faccio assolutamente con microperline e colla abbinate a una girella confezionata appositamente: in commercio ce ne sono di diverso tipo e tutte più o meno vanno bene. Prendo 4 microperline e le infilo sul trave; bagno con una punta di ago il tratto di trave su cui le voglio incollare e dolcemente le faccio scorrere fino a che non arrivano nel punto su cui ho sparso la colla. Dopodichè infilo la perlina dotata di girella, e ripeto la stessa operazione con altre 4 microperline, aiutandomi con il supporto per incollaggio della Stonfo. Lo snodo è pronto. Mi assicuro che il tutto ruoti perfettamente e che la colla non abbia bloccato la perlina con girella. 

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Ora si deve confezionare il terminale. Il primo tratto è una treccia realizzata con del fluorocarbon dello 0,40 che tiene a 12,125 kg. (per la cronaca uso l'XPS Fluorocarbon Super Iso di Trabucco, lunghezza 30 ml.), la quale è ricoperta da una guaina in silicone trasparente della lunghezza di 50 cm. Naturalmente prima faccio la treccia, infilo il filo nella guina con l'ausilio di una molla infila elastici per roubasienne, e collego lo spezzone così realizzato all'occhiello della perlina più grande, senza fare nodi. Tiro bene il tutto per serrare la giunzione, faccio scorrere la guaina a coprire parzialmente l'occhiello e il gioco è fatto. Il finale viene completato con uno spezzone di filo dello 0,35 collegato allo 0,40 per mezzo del nodo di sangue o al nodo di giunzione UNI. Di solito se pesco a surfcasting ci lego un 0,35, mentre se pesco a beach ledgering ci lego uno 0,25.  In tale modo se fate attenzione ai diametri dei fili avrete un complesso pescante che riuscirà a fluttuare in maniera molto più invitante che ne utilizzando fili sottili, questo in virtù della rigidità propria che avete conferito al vostro calamento. Unica raccomandazione: quando recuperate il finale fatelo lentamente e con calma; eviterete grovigli fastidiosi. E' chiaro che chi pesca solo a beach ledgering utilizzerà fili molto più sottili ma non è detto che tale calamento sia meno catturante, anzi....mettete la parte finale dello 0,20 e poi mi saprete dire.....

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Due parole sull'extra long arm: se avete bisogno di finali sopra i tre metri da far stendere in corrente per pesci sospettosi, eccovi la soluzione. Da usare con parsimonia e solo in casi di necessità pena grovigli mostruosi.....