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Home Leggi e Decreti Le leggi del mare Lo stato di salute del Mare Adriatico

Lo stato di salute del Mare Adriatico

Le leggi del mare - Le leggi del mare

Pubblico un articolo del 2013 che avevo deciso di non rendere pubblico....ora ho cambiato idea poichè il contenuto è secondo me purtroppo ancora drammaticamente attuale.......alla luce del fatto che le Istituzioni stanno pensando di istituire una licenza di pesca in mare onerosa, la cui parte dei contributi verrà devoluta a sostegno della pesca professionale.  Astenendomi da qualsiasi commento vi invito a riflettere....

Cari amici pescatori, sto a comunicarvi che il trend di catture per ciò che concerne la pesca sportiva in medio Adriatico, quest'anno ha confermato fino ad ora (fine di Aprile) l'andamento dell'anno precedente.

Purtoppo i pesci allamati sono sempre meno. Le ragioni oramai sono sotto gli occhi di tutti i pescasportivi, mentre ho forti dubbi che la gente che non “vive” il mare si renda conto di cosa i pescatori professionisti in primis e a seguire tutte le Istituzioni del nostro paese hanno fatto e stanno facendo a questa meravigliosa risorsa.

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Diciamo che il problema dell'overfishing parte da lontano e un tale carico di prelevamento ai danni delle specie ittiche marine non è più sostenibile. Il mare sta pagando un prezzo troppo alto. Se è vero che il consumo di proteine provenienti dal mare è sempre maggiore, è innegabile che oramai la risposta a questo tipo di domanda da parte del mercato mondiale non può o deve essere data dalla pesca professionale, semplicemente perchè non c'è abbastanza sensibilità di chi opera nel settore. Mi spiego meglio con un esempio: se è vero che una volta i nostri nonni e bisnonni calavano le nasse per le seppie e una volta salpate le trappole raccoglievano i cefalopodi e ributtavano in mare i grappoli di uova che vi erano stati depositati all'interno, oggi in epoca moderna il pescatore professionista pulisce le nasse con idropulitrici per fare prima, causando la frantumazione e conseguentemente la morte delle future seppie. Questo non vuol dire  amare il mare.  Pensate che questo tipo di consuetudine si è protratta per almeno 10/15 anni: per me è già un miracolo se ancora le seppie vengono a deporre le proprie uova vicino la costa. Questo non è che un semplice esempio. In realtà ce ne sono tanti altri.

Quando arriva la primavera molte specie marine si avvicinano alla costa per deporre le uova. Questa fase della stagione è per ovvi motivi molto delicata per i pesci. La prosecuzione della specie dipende da quel bellissimo gesto di donare la vita al mare. Il problema è che da fine Aprile fino a Luglio compreso, le barche dei pescatori professionisti si vedono protagoniste di uno dei più brutti eccidi di massa ai danni di alcune specie marine in particolare. Le reti da posta si trovano calate perfino ad una decina di metri dalla battigia, molto spesso in piena ordinanza balneare. Coperti dall'oscurità tessono la loro trama. Stiamo parlando di barche piccole, mosconi con motore, cioè natanti in grado di navigare in poche decine di centimetri di fondale. Per il pescatore sportivo questo non è un mistero tant'è che in tutta Italia i colleghi si lamentano di questo modo di agire. Con degli amici possediamo centinaia di filmati e fotografie che documentano questo sistema di pesca, e le fotografie qui riportate ne sono solo un esempio. Ho volutamente abbassato la risoluzione per tutelare la mia persona. Vi assicuro che quella sera, al calare del sole, le reti sono state posate dentro le boe che delimitano la zona inibita al transito di scafi. Con le loro barche sono arrivati a 15-20 ml dalla battigia.

 

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Dopo un miglio troviamo sempre reti da posta e più a largo le famigerate reti a strascico che rastrellano i fondali più lontani dalla costa distruggendo inesorabilmente ogni cosa.Se è vero che questi pescatori professionisti agiscono vicino alla costa, è innegabile che il fondale della fascia di mare che va da 500 ml ad un miglio dalla battigia, viene quotidianamente rastrellato dalle gabbie delle vongolare, per il prelievo giornaliero di quintali di vongole....con conseguente sterminio di ogni forma di uova presenti nel luogo (vedi articolo sulla pesca alle vongole).

 

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Secondo il mio punto di vista le Istituzioni dovrebbero occuparsi seriamente di questo problema che oramai ha assunto proporzioni inimmaginabili. Deve essere data una risposta forte al bisogno di queste persone che distruggono il mare per vivere, proponendo forme di pesca completamente differenti e istituendo parchi marini superprotetti dalla pesca professionale; dovrebbero essere istituite piccole aree di prelievo aperte alla pesca  solo alcuni mesi all'anno; si dovrebbe promuovere la realizzazione di grandi impianti di ittiocultura gestiti proprio da questa categoria, che così riuscirebbe ad avere la prosecuzione della loro attività anche in quest'epoca moderna. Così si preserverebbe un interesse comune e si aiuterebbe una categoria in difficoltà. Dovete sapere che il mio bisnonno, mio nonno e mio padre sono stati pescatori. Non potrei mai colpevolizzarli per il gusto di farlo poiché loro sono la mia gente. Ma amo il mare e vorrei che le generazioni future avessero la possibilità di viverlo come io ho avuto la possibilità di farlo.Qualcuno potrà dire che i pescatori cercano di fare il loro mestiere e portare a casa la pagnotta. In effetti non hanno tutti i torti, (anche perchè tra loro c'è gente coscienziosa e onesta) poiché se è vero che la pesca professionale sta uccidendo il mare Adriatico, è altrettanto vero che i complici di questo scempio sono a maggior ragione le Istituzioni e chi è adibito a far rispettare le leggi sulla pesca professionale e invece non interviene (almeno io parlo della drammatica situazione della mia zona ormai nota a tutti i pescatori delle Marche e della Romagna). Io personalmente con le mie orecchie ho sentito dire a questa gente che i pescatori professionisti avevano diritto di calare le reti a 10 m dagli scogli in piena ordinanza balneare poiché loro con il mare ci vivono..

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E' per questo motivo che vi allego la tabella delle misure minime delle specie ittiche del nostro mare. Se prendete qualcosa cercate di rispettarle e troverete che molti di quei pesci che sono sopra la taglia minima sono più grossi di quelli che a volte si trovano al ristorante. Quando andate a pescare cercate di pulire per bene sempre il luogo di pesca e cercate il più possibile di rispettare le regole. Altro grosso problema è l'inquinamento. Ancora ci sono zone dove le fogne scaricano a mare, e per assurdi giochi di potere e prestigio viene attribuito a queste la bandiera blu. Io non so se sia giusto tollerare questo nonsenso generale che pervade il Paese. Ogni tanto mi riprometto di stare zitto e farmi gli affari miei, ma qui in Italia cari amici è diventato impossibile farlo poiché il cittadino ogni giorno si trova costretto a fare i conti con meccanismi di corruzione, frode e presa in giro. ci si sente soli ed abbandonati, inermi di fronte a delle Istituzioni che , quando vengono chiamate in causa, solo latitanti. E la cosa più grave è che chi governa non è neanche lontanamente disposto a cambiare le cose. Ci sono a spasso tanti giovani capaci e bravi che potrebbero con le loro idee risollevare alcune situazioni ormai critiche. Invece siamo un paese gerontocratico fondato sul caporalato, sulle tangenti, e sull'arricchimento personale a scapito di tutto. Penso sia ora di dire basta.

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