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La spigola e il gamberetto vivo-attrezzatura

Tecniche di pesca - La spigola e il gamberetto vivo

La pesca della spigola è senza dubbio la più ricca di sfaccettature per ciò che concerne le tecniche le esche i luoghi e i momenti migliori. In questo articolo ci si soffermerà sulla pesca al branzino con il gamberetto vivo. E' una tecnica che richiede dedizione e abilità non solo nella fase vera e propria di calata in acqua della lenza, ma anche nel procurarsi l'esca viva in questione e nel tenerla viva. Diciamo che andando a pescare con il gamberetto vivo (chiamato anche schilla o gambero di scoglio) si usa prevalentemente una canna bolognese e un galleggiante. Il periodo migliore per dedicarvisi va da fine Ottobre a fine Marzo. E' questo il periodo in cui i più grandi esemplari si avvicinano alla costa e si può star sicuri che se qualcosa attaccherà la nostra esca sarà una spigola, magari di grossa taglia. Da Aprile a metà Maggio con la stessa tecnica ritengo che si possa prendere non solo spigole ma anche tutti quegli altri pesci che si cominciano ad avvicinare alla costa o che incrementano la loro attività con l'arrivo del primo caldo.

attrezzatura per la pesca alla spigola Popolodelmare spigola viva

Attrezzatura: la canna è una bolognese di 6/7 ml. ad azione rigida: in commercio ci sono attrezzi per tutti i gusti e le tasche, ma le più apprezzate, per citarne alcune sono la Shimano Speedmaster Te Azione 7 e la Invincible della Maver. La prima è una canna in carbonio alto modulo e Biofibre in grado di sostenere enormi sollecitazioni. Studiata per insidiare grosse prede, in acque interne e in mare, o per pescare in correnti proibitive, controllando la passata di galleggianti dal peso compreso tra i 5 e i 16 grammi. Un attrezzo del genere è in grado di conciliare caratteristiche quali rigidità, potenza, maneggevolezza ed azione progressiva. Monta anelli a ponte lungo rinforzati con pietra SIC. La Maver Invincible, bolognese medio rigida dai diametri contenuti e pezzatura corta, è in grado di sollevare a secco ben 3 Kg. Sono entrambe canne che consentono in fase di combattimento un totale controllo del pesce allamato, anche per ciò che riguarda gli esemplari più grossi.

La lunghezza dell'attrezzo è estremamente importante. La prima domanda che ci si deve fare è la seguente: dove vado a pescare la spigola abitualmente? Se si pesca dalla scogliera, soprattutto di notte il mio consiglio è di acquistare una 7 metri. Le canne sopra citate per tale lunghezza sono “pali della luce”, cioè pesanti, ma va ricordato che in fase di "lavorazione" del pesce allamato ci consentono un totale controllo su di esso: ricordiamoci sempre che alcuni esemplari possono raggiungere anche gli 8-9 Kg di peso ma anche le spigole più piccole, quelle da 600 o 700 gr sono letteralmente imprevedibili in fase di combattimento. Alcune vengono a galla senza opporre resistenza soprattutto dopo aver deposto le uova, ma al di fuori di questo periodo può succedere che esemplari appena allamati adottino tecniche di fuga quali correrci incontro cambiando bruscamente direzione proprio quasi sotto i nostri piedi: nella maggior parte delle volte il filo urta contro gli scogli sommersi e si recide. La canna da 7 ml. può aiutare parecchio in questo senso. Se si pesca all'interno di un porto o da un molo può bastare una 6 ml., sicuramente più leggera e maneggievole tanto da consentirci di tenerla in mano quasi per tutta la durata dell'azione di pesca. Chi non ha però la possibilità di acquistare una 6 e una 7 ml, allora il consiglio è di orientarsi sulla 6 ml, più maneggevole e polivalente. Ne emerge che la lunghezza della canna non è relazionabile alla profondità del luogo di pesca: poi quando verrà descritta la montatura, si capirà il perchè in maniera del tutto inequivocabile.

I mulinelli da accoppiare a tali bolognesi dipendono dalla canna che si è scelta: personalmente opterei per uno shimano Rarenium C14 FA della taglia 3000, 200 gr. di peso, 140 ml. di 0,25 per un rapporto di 5:1., oppure con meno esborso in termini economici un mulinello veramente eccezionale ossia shimano Seido Fa della taglia 3000, 265 gr di peso, 140 ml. di 0,25 per un rapporto 5,2:1, entrambi mulinelli leggeri ed affidabili. Aggiungo una cosa: come si può constatare tali mulinelli sono dotati di frizione anteriore infatti, prima di calare la lenza in acqua per la vera e propria azione di pesca, questa va regolata a regola d'arte dopodichè non la si toccherà più se non in fase di combattimento con il pesce. Per chi vuole avere la frizione con fighting drag posteriore consiglio il shimano Seido Ra 3000 (reputo il seido uno dei migliori mulinelli in base al rapporto qualità prezzo della shimano).

 

Fili: Nel mulinello consiglio di imbobinare uno 0,20/0,25 molto resistente alle abrasioni se si pesca in scogliera, e uno dei miei preferiti per la pesca in notturna è il trilene red della berkley, un filo innovativo poiché il suo colore rosso è facilmente individuabile fuori dall'acqua (per chi non lo sapesse il rosso è il primo colore che in acqua scompare letteralmente), e inoltre ha una resistenza alle abrasioni veramente eccezionale. Se ci si reca a pescare durante il giorno, uno dei migliori fili attualmente in circolazione sul mercato e che pochissimi pescatori usano, è il FLUORINE TOP SCORER di Tubertini: venduto in rotoli da 150 ml il fluorine è un monofilo di ultima generazione studiato per ottenere una buona elasticità, una altissima tenuta al nodo (95% del carico di rottura al nodo) e una rifrazione all'acqua vicinissima a quella del fluorcarbon ( acqua=1,34; fluorine=1,41; flurcarbon=1,37) tanto che alcuni pescatori lo usano anche per farci i finali: un o,20 di diametro del fluorine porta 5,20 Kg per intenderci.....Se si vuole una montatura che scompare magicamente sotto il pelo dell'acqua, dal finale alla lenza madre, si deve adottare tale filo.... Se si pesca dentro un porto o da molo il diametro in bobina può sciendere allo 0,18/0,20. Attenzione però: nella pesca non ci sono regole fisse per cui quando andate a pescare in posti nuovi chiedetevi sempre quali potrebbero essere gli impedimenti ad un ipotetico recupero del pesce (ormeggi di barche, scogli affioranti, piloni segnalatori boe,ecc..ecc..):in base a questo va scelto il diametro del filo, anche per ciò che concerne lo spessore del finale.

Capitolo finali: uso uno 0,22/0,19 della DUELSEAGUAR REVERGE SPECIAL COMPETITION  rigorosomente fluorcarbon quando pesco dalla scogliera nei mesi invernali. A me personalmente tale diametro garantisce anche in caso di abrasione una certa resistenza per cui non andrei ad utilizzare fili più piccoli di diametro. C'è chi sostiene che con uno 0,18 il gamberetto allamato per la coda acquisisca movimenti più naturali. Starà a voi scegliere.

 

Ami: quelli che possono essere adottati per questa pesca, sono essenzialmente di due misure: normalmente utilizzo i Gamakatsu LS-344ON della misura 4 o 6 a seconda dell'attività registrata in fase di pesca: se vedo molte mangiate uso un 4 ma di solito parto sempre con un numero 6. Nel prossimo articolo vi parlerò delle montature e dell'azione di pesca, dimostrando come tutto il necessario deve essere compattato in un unica custodia per portare le canne. Saluti da Frenk