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Il calamaro

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Esche e pasture - Il calamaro

L'utilizzo del calamaro nella pesca sportiva

 

Il calamaro innescato intero è un ottimo boccone da presentare a grossi pesci bentonici tipo gronghi, scorfani, ricciole e cernie. Usato prevalentemente nel surfcasting, se viene tagliato a strisce di 10/15 cm. di lunghezza per un centimetro di larghezza, il calamaro, grazie al suo aroma molto attraente può rappresentare l'«esca miracolosa» in quelle giornate nelle quali i pesci si mostrano schizzinosi e snobbano qualsiasi altra esca gli venga a portata di fauci. Il calamaretto ha la polpa più morbida e viene sfilata con una certa facilità dagli ami. Bisogna però notare che se da una parte la proprietà di essere tenera e molle riduce e complica l'utilizzo di una determinata esca, dall'altra la rende molto più appetibile e ricercata da qualsiasi pesce. La combinazione del calamaro più una fonte luminosa tipo starlight è un innesco efficacissimo con mare torbido e di notte. Si realizza rivestendo una starlite con una striscia di calamaro e, se ci sono dei gronghi in giro, riuscirete sicuramente a catturarli. Risultano estremamente catturanti gli inneschi combinati di calamaro e altre esche, tipo la sarda o fasolari. Del calamaro in tale caso si usa prevalentemente la testa che è dotata di tentacoli molto attiranti nei confronti della spigola. L'innesco dei fasolari e della testa di calamaro si realizza nel seguente modo:si separa la testa del calamaro dal resto del corpo mediante un coltello. A parte si aprono tre fasolari e li si sgusciano, dopodiche si infilano sull'amo che risulterà a gambo lungo del numero 1.si fanno salire i fasolari sul terminale in modo che l'amo risulti libero nella sua interezza. A questo punto si prende la testa del calamaro e la si infila sell'amo, di modo che i tentacoli risultino coprire la parte finale dell'amo(bisogna prestare attenzione al corretto verso di innesco della testa). A questo punto si fissa la testa del calamaro al gambo lungo dell'amo con filo elastico, con precisione certosina. Dopodiche quando siamo sicuri che la testa è perfettamente fissata, si passa a legare con il filo elastico i fasolari, in modo da formare un'esca compatta. Tale innesco una volta eseguito deve assomigliare ad un finto calamaro, il cui corpo però è formato da il mitile in questione, che ha un sapore molto forte e nell'acqua lascia una scia molto odorosa. Se si cerca di insidiare una grossa preda questo è un innesco eccellente.

popolodelmare innesco calamaro e fasolari.jpg - 527.23 Kb

 

Una variante, forse ancor più catturante prevede l'utilizzo di una testa di calamaro o di metà testa di seppia, abbinata ad una sarda. Vediamo come preparare tale boccone micidiale per la spigola, soprattutto se di taglia. Si separa la testa del calamaro dal resto del corpo mediante un coltello. Si prende la sardina, le si toglie la testa e la si apre dalla pancia in modo che poi toglieremo la lisca centrale. Questa operazione sarebbe bene farla con l'utilizzo delle mani nude, in tutte le sue operazioni, poiché alcuni credono che l'utilizzo di una lama cambi in qualche modo i sapori delle carni del pesce. A questo punto la sarda è pronta per essere legata al finale. Si prende la testa del calamaro e la si infila sell'amo, di modo che i tentacoli risultino coprire la parte finale dell'amo(bisogna prestare attenzione al corretto verso di innesco della testa). A questo punto si fissa la testa del calamaro al gambo lungo dell'amo con filo elastico, con precisione certosina. Prendiamo ora la sarda precedentemente preparata. Si utilizza di solito un ago metallico che si usa per innescare la sarda intera quando si pescano le palamite. Con tale supporto ci aiuteremo per realizzare un salcicciotto di sarda opportunamente legato con del filo elastico. Se peschiamo di notte la parte lucente resta esterna, altrimenti di giorno viene rivoltata dall'altro lato. All'interno possiamo inserire anche un piccolo pezzo di polistirolo che farà lavorare l'esca staccata dal fondo, se l'obbiettivo della nostra pescata è la spigola. Questo innesco combinato, rispetto al precedente, cambia i sapori rilasciati in acqua, poiché la sarda risulta più oleosa. Un altro innesco combinato molto valido che prevede l'utilizzo del calamaro, vede l'innesco di un grosso verme americano intero, che deve essere posto sul finale mediante ago per inneschi. Dopodichè si prende una striscia del corpo di calamarolarga un centimetro e lunga una volta e mezza la lunghezza dell'amo. Si infila a fisarmonica dale strisciolina e la si fissa con un po di filo elastico. Il boccone è servito, ed è ottimo per la spigola. Si raccomanda a chi volesse cimentarsi a fare inneschi combinati, di prestare certosina cura nella loro realizzazione. A volte conviene perdere più tempo a fare un innesco poiché molte volte la presentazione dell'esca fa la differenza. Qui di seguito troverete delle informazioni aggiuntive, per lo più scientifiche, sul calamaro.

popolodelmare innesco seppiolino intero.jpg - 163.68 Kb

Teuthida (Naef 1916) è un ordine di Molluschi Cefalopodi, cui appartengono 2 sottordini. Come tutti i Cefalopodi, possiedono una testa distinta dal resto del corpo, simmetria bilaterale, un mantello e delle braccia. Come le seppie (Sepiidae) possiedono 8 braccia e una coppia di tentacoli.

Adattamenti evolutivi

I teutidi si sono differenziati dai loro progenitori in modo tale che il piano corporeo si è condensato antero-posteriormente e si è allargato dorso-ventralmente. Il piede si è modificato in un complesso set di braccia, tentacoli e altri organi sensoriali, inclusi occhi simili strutturalmente a quelli dei Vertebrati. Questi molluschi hanno perso la conchiglia, di cui rimane solo una struttura interna, detta gladio o penna.

Anatomia

Calamaro (Loligo vulgaris)

La massa corporea è racchiusa all'interno del mantello, che presenta una sorta di pinna lungo ogni lato. Queste pinne non costituiscono la principale fonte di movimento di questi animali. La pelle è ricoperta da cromatofori che permettono all'animale di cambiare colore in funzione dell'ambiente circostante. La parte ventrale del corpo è in genere più chiara di quella dorsale, in modo da evitare di essere identificati sia dalle prede sia dai predatori. Sotto il corpo sono presenti le aperture della cavità palleale, che contiene le branchie (ctenidi) e gli orifizi dei sistemi escretore e riproduttivo. Di fronte alla cavità palleale si trova il sifone, che i teutidi usano per la locomozione "a reazione". Questa consiste nel risucchiare l'acqua all'interno della cavità e poi espellerla rapidamente dal sifone. La direzione del sifone può essere cambiata per permettere agli animali di poter cambiare la direzione del nuoto. Dentro la cavità palleale si trovano tutti gli organi interni, ricoperti da un'epidermide sottile e membranosa.

Sistema nervoso

I teutidi possiedono un assone gigante, che può raggiungere il diametro di un mm e che innerva il mantello e controlla parte del sistema di propulsione.

Apparato genitale

vista ventrale delle viscere di Chtenopteryx sicula

Nelle femmine, la sacca dell'inchiostro è nascosta alla vista da un paio di ghiandole nidimentali, che si trovano davanti alle branchie. Entrambe servono alla produzione delle sostanze di riserva e dei gusci delle uova. L'ovario è situato verso la parte posteriore della massa viscerale. I maschi possiedono un singolo grande testicolo, una vescicola in cui si formano le spermatofore e una sorta di sacca in cui queste si accumulano. Le spermatofore sono dei "contenitori" di spermatozoi che vengono inseriti all'interno della cavità palleale della femmina per mezzo di un tentacolo modificato, detto ectocotile.

Apparato digerente

Presentano un apparato digerente piuttosto complesso. Il cibo è trasportato verso uno stomaco muscolare , che si trova più o meno a metà della massa viscerale. Il bolo viene poi trasportato all'interno del cieco per la digestione. Il cieco è un organo lungo e bianco che si trova in prossimità delle gonadi e con l'aumentare dell'età spesso raggrinzisce per dare priorità alla riproduzione. Infine, il cibo raggiunge il fegato, dove viene assorbito. I rifiuti solidi vengono poi espulsi attraverso il retto.

Apparato circolatorio

I teutidi hanno tre cuori: due branchiali, che pompano il sangue alle branchie e uno sistemico, più grande e che pompa il sangue al resto del corpo. i cuori appaiono di colore verde e sono circondati dai sacchi renali, il principale sistema escretore dei teutidi. I reni sono difficili da identificare e si allungano dai cuori verso il fegato. Il cuore sistemico è formato da tre cavità, un ventricolo inferiore e due atri superiori.

Capo

La parte finale del capo porta 8 braccia e due tentacoli, tutti dotati di ventose lungo i margini. La bocca presenta un "becco" formato da chitina e altre proteine. Viene usato per uccidere e ridurre le prede in pezzi più piccoli e maneggevoli. All'interno della bocca è presente anche la radula, una sorta di lingua rugosa comune a tutti i molluschi tranne bivalvi e aplacofori. Gli occhi, posti su entrambi i lati della testa presentano una lente simile al cristallino ma che mette a fuoco per mezzo del suo movimento, piuttosto che attraverso cambiamenti di forma come avviene nei vertebrati.

Taglia

La maggior parte dei teutidi non sono più lunghi di 60 cm, sebbene i calamari giganti Architeuthis sp possano raggiungere i 13 m. Nel 2003 è stato scoperto un grande esemplare di calamaro colossale (Mesonychoteuthis hamiltoni). questa specie può raggiungere i 14 m di lunghezza ed è l'invertebrato più grande del mondo.[2] Questa specie possiede anche gli occhi più grandi di tutto il regno animale.

Tassonomia

L'ordine Teuthida appartiene alla classe dei Cephalopoda e comprende due sottordini, Myopsina e Oegopsina.

Squid (PSF).svg

Teuthida è l'ordine dei Cefalopodi cui appartengono più specie, 298, divise in 28 famiglie

  • CLASSE CEPHALOPODA
    • Ordine Teuthida
      • Sottordine Myopsina
        • Famiglia Australiteuthidae
        • Famiglia Loliginidae
      • Sottordine Oegopsina
        • Famiglia Ancistrocheiridae
        • Famiglia Architeuthidae
        • Famiglia Bathyteuthidae
        • Famiglia Batoteuthidae
        • Famiglia Brachioteuthidae
        • Famiglia Chiroteuthidae
        • Famiglia Chtenopterygidae
        • Famiglia Cranchiidae
        • Famiglia Cycloteuthidae
        • Famiglia Enoploteuthidae
        • Famiglia Gonatidae
        • Famiglia Histioteuthidae
        • Famiglia Joubiniteuthidae
        • Famiglia Lepidoteuthidae
        • Famiglia Lycoteuthidae
        • Famiglia Magnapinnidae
        • Famiglia Mastigoteuthidae
        • Famiglia Neoteuthidae
        • Famiglia Octopoteuthidae
        • Famiglia Ommastrephidae
        • Famiglia Onychoteuthidae
        • Famiglia Pholidoteuthidae
        • Famiglia Promachoteuthidae
        • Famiglia Psychroteuthidae
        • Famiglia Pyroteuthidae
        • Famiglia Thysanoteuthidae
        • Famiglia Walvisteuthidae