Iscriviti alla newsletter
Rimani costantemente a contatto con popolodelmare il portale della pesca in mare e del mondo marino
Previsioni meteo Italia
Click per aprire http://www.ilmeteo.it

Copyright - www.passioneducati.com
Moon Phase
Meteo
Home Bibi

Bibi

Bibi

Esche e pasture - Bibi

 

Il bibi risulta essere un'esca molto interessante, che può risultare vincente soprattutto con tre speci ittiche molto pregiate quali l'orata, la spigola, e le ombrine ma non viene disdegnata anche da mormore e saraghi di grossa taglia. E' un verme che diviene anche piuttosto grosso, della famiglia degli Sipunculidi. Nelle taglie medio-piccole, è di colore biancastro, mentre da adulto acqusisce un colore bruno scuro.All'interno della sua pelle dura è presente un liquido trasparente che dopo innescato tende ad uscire. Questi vermi vivono in gallerie che scavano nel fango e nella sabbia dove scavano piccole gallerie. Durante le mareggiate invernali o estive, molti esemplari si inspiaggiano e si possono raccogliere per poi usarli come inneschi.Per ciò che concerne il tipo di innesco, si percorreranno strade differenti a seconda della misura e della tipologia dell’esca. Per i classici bibi da scatola, da innescare vivi, faremo ricorso al classico ago da innesco che attraverserà il bibi partendo dal retro e uscendo dal fronte(da dove fuoriesce la proboscide), avendo molta cura nel centrare perfettamente gli opercoli senza sforare la cuticola (allo scopo sarebbe utile munirsi di un ago spuntato, per evitare lacerazioni che svuoterebbero immediatamente l’innesco). Una volta sull’ago, il bibi verrà trasferito sul finale, cercando di evitare gli schizzi di liquido. È un’operazione delicata, che può essere effettuata a seconda della dimensione del bibi da innescare e delle sue caratteristiche di elasticità. Per i più piccoli e per quelli dalla cuticola più morbida ed elastica, basta agire, con molta cautela, in maniera classica - punta dell’amo alloggiata nel forellino dell’ago, passaggio dell’esca dall’ago al terminale -; per quelli più grossi e duri, certamente non in grado d seguire la curva dell’amo con facilità, l’innesco verrà effettuato al contrario – inserendo il nylon nel forellino dell’ago e facendo scorrere il bibi lungo il finale fino all’occhiello; quindi faremo girare con una moderata velocità il finale così da sfruttare la forza centrifuga per ottenere il passaggio attraverso gli opercoli di occhiello e gambo; infine posizioneremo correttamente l’esca sulla curva). Differente è il trattamento riservato al bibi di dimensioni veramente grosse.

Se, in caso di pesca da natante, va più che bene la classica cucitura con due giri attorno all’amo, da spiaggia sarà certamente più performante un innesco (sia intero che in trancio), che prevede l’apertura del bibi lungo la sua lunghezza, il suo rivoltamento e il successivo avvolgimento della porzione attorno al finale, usando l’ago da stecca per facilitare l’avvolgimento stretto con il filo elastico; un procedimento, dunque, non dissimile da quello classico per i filetti o i tranci di cefalopodi, che ci permetterà di ottenere un innesco abbondante, longilineo e molto resistente. L’opinione è quella di riservare questo trattamento ai caso di mare mosso e pesca nella schiuma. Questo al fine di aumentare lo stazionamento dell’esca sul canale, posto che la corrente, tanto forte da rimescolare il fondo, sarebbe comunque in grado di svuotare il classico bibi da scatola in un niente, rendendolo praticamente sostituibile dopo pochi minuti dall’entrata in pesca. Il bibi si può conservare sia da vivo che da morto. Da vivo, ha una longevità pari alle cure che avremo nel mantenerlo.
Ideale è una temperatura di circa 16 C°, cercando di ottimizzare l’umidità del luogo in cui vive, attraverso poca acqua di mare da applicare alla spugna, alla sabbia o qualsiasi altro materiale decideremo di utilizzare come base per il suo “pernottamento”. Gli elementi morti, eliminati dal vivaio, non verranno buttati ma potranno essere conservati tramite congelamento. Per il congelamento - un trattamento che rivolgeremo anche e soprattutto al bibi di grosse dimensioni - esistono tanti sistemi, tra cui i più comuni sono quello di riporne una quantitativo stabilito in un contenitore pieno di acqua di mare così da “ibernarlo” o congelarlo uno ad uno avvolto in abbondante stagnola, quando è ancora vivo e quindi riporlo nel congelatore. Con questi sistemi, una volta scongelato, il verme, pur avendo perso il liquido (elemento comunque di disinteresse se consideriamo che lo avremmo comunque tagliato e rivoltato) si presenterà comunque fresco e di poco dissimile da un soggetto tagliato appena vivo. Nonostante non sia facile reperirlo in natura, questo non significa che sia impossibile. Le condizioni di tempo e luogo in cui agire corrispondono con le grandi mareggiare che spiaggiano quantitativi industriali di alghe e altri detriti.

Con molta pazienza, attenzione, e, soprattutto, vincendo la sfida con gli ostinati gabbiani (la cui ressa ci segnalerà dove cercarli con sicurezza), è possibile, rimestando tra le alghe ancora bagnate, trovare dei bibi di dimensioni generose, da raccogliere vivi e conservare direttamente. In queste situazioni, con un poco di fortuna e un paio di mareggiate importanti, si potrebbe anche giungere a conservare esca per buona parte della stagione. Ma il gioco vale la candela? Infatti, sebbene di scarsa reperibilità durante i mesi estivi (i motivi sono dovuti alla sua estrema delicatezza alle alte temperature, che fa desistere distributori e commercianti dal trattarlo), il bibi si trova, insieme alle altre esche, con estrema facilità nei negozi dedicati ad un prezzo, tutto sommato, abbordabile. Sovente commercializzato in scatole contenenti diversi soggetti e la cui quantità è dettata dalle dimensioni medie del prodotto contenuto, è reperibile anche sfuso e venduto al kg, in pezzature grosse da dedicare alla pesca da natante o al congelamento.