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La pesca in mare con il bigattino

Daiwa super tournament

Tecniche di pesca - La pesca in mare con il bigattino

Con questo articolo voglio parlarvi delle bolognesi Daiwa Super Tournament. Oggi queste canne sono uscite di produzione ma a mio avviso rimangono tutt'ora estremamente affidabili quando si parla di pesca in mare. Iniziamo con il dire che sono tournament ovvero appartengono a quella categoria di Daiwa che si contraddistingue come le più belle di sempre.
Venivano prodotte in diverse misure, dalla 6,00 ml alla 9,00 ml, per cui diciamo che ogni situazione di pesca a bolognese poteva benissimo essere coperta. La prima volta che ho preso in mano la 7,00 ml mi ha dato una sensazione di robustezza e affidabilità, oltre alla ottima bilanciatura. Ho avuto la fortuna di prendere anche bei branzini, circa 1,600 kg.: qui mi sono innamorato dell'azione che permette di avere il bastone dalla parte del manico su pesci grossi, pur preservando il finale. Se c'è da tirare la canna non si tira indietro, è per questo che la vedo bene con finali del 0.12 e 0.14 che consentono un po di tiro in più su pesci che a volte tentano di imbucarsi dentro gli scogli.
Sono canne che possono essere utilizzate con finali che vanno dallo 0.10 allo 0.20. Personalmente le ho sempre utilizzate con finali del 0.12/0.14 nella pesca con il bigattino in mare.

Le seguenti informazioni sono  estratte da una parte del catalogo Daiwa del 2013

 

TN IT V60 H, LUNGHEZZA METRI (ml) 6, NUMERO DI SEZIONI 6, INGOMBRO(CM) 128, PESO NUDA(g) 220 prezzo indicativo 309,00 €

TN IT V70 H, LUNGHEZZA METRI (ml) 7, NUMERO DI SEZIONI 7, INGOMBRO(CM) 128, PESO NUDA(g) 260 prezzo indicativo 399,00 €

TN IT V80 H, LUNGHEZZA METRI (ml) 8, NUMERO DI SEZIONI 8, INGOMBRO(CM) 128, PESO NUDA(g) 345 prezzo indicativo 489,00 €

TN IT V90 H, LUNGHEZZA METRI (ml) 9, NUMERO DI SEZIONI 9, INGOMBRO(CM) 128, PESO NUDA(g) 440 prezzo indicativo 629,00 €

 

Cominciamo dalla Super 9 da me posseduta:

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Lago Baffone

Tecniche di pesca - La pesca in mare con il bigattino

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Sperando di fare cosa gradita, voglio segnalare un negozio specializzato in articoli per la pesca a Marina Di Carrara, Toscana.

Si chiama Lago Baffone, Tel. 0585 857520, email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Via Pontremoli 5 Marina di Carrara, Toscana.

Il negozio ha una pagina facebook aggiornata costantemente, su cui potete trovare dell'ottimo usato a prezzi interessanti.

Ma Lago Baffone non  è solo questo.

Consiglio a chiunque di contattare il Sig. Pietro, persona disponibile e onesta, per qualsiasi cosa vi serva per la pesca sportiva. Io ho acquistato sia canne nuove che usate a prezzi eccellenti.

La professionalità del servizio è altissima, le legature delle canne sono fantastiche, la cortesia è di casa per cui che aspettate?

Provatelo e poi mi direte. il link della pagina facebook è:

https://www.facebook.com/pg/Lago-Baffone-843287555729828/about/?ref=page_internal

Saluti

 

L'etica del pescatore sportivo

Tecniche di pesca - La pesca in mare con il bigattino

Con queste righe vorrei parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore.

Sia ben chiaro, la mia non vuol essere una paternale ma una personale opinione scritta su di un piccolo spazio che mi sono creato all'interno del mondo di internet.

Sono felice se le indicazioni che vi ho dato fino ad ora vi siano servite, magari semplicemente hanno stimolato il vostro senso critico, del resto quando ci si rivolge a tante persone non tutti possono concordare in quello che ho scritto.

Devo aggiungere che non sono certo un professionista, ma un ragazzo normalissimo che durante il giorno lavora come un matto, e la sera, quando condizioni meteomarine, moglie e figlia lo permettono, si diverte ad andare a pesca.

Il sito mi serve in prima persona perchè ci ho inserito tutte le montature che uso effettivamente, e che in questi anni mi hanno dato parecchie soddisfazioni. Ho per cui deciso di redigere, per alcuni punti in maniera molto ironica, un vademecum del pescatore di spigole che vi può essere utile:

pesci di taglia popolodelmare.jpg - 509.57 Kb

1) Capitolo TAGLIA MINIMA

Ci sono serate che, con le montature indicate, soprattutto quelle della pesca con il bigattino in mare o alla spigola, si riescono a fare anche 60 pesci nell'arco di due ore. Di questi 60 pesci però non tutti saranno di taglia accettabile.

La taglia minima della Spigola per legge è di 25 cm. Una spigola di 25 cm di solito è sui 300 gr ,a mio giudizio troppo poco per un pesce che riesce a raggiungere anche 12 kg di peso. Io mi regolo così. Ho segnato con del nastro adesivo da elettricista la parte del guadino in modo da avere almeno 33/35 cm di lunghezza dalla bocca del guadino in su. Una spigola di questa lunghezza è sui 500 gr. Quando ne ho prese 4 o massimo 5 di questa taglia, le altre le slamo e rilascio, anche se sono di questa lunghezza. Questo è un atteggiamento molto importante da tenere. Se amate la Regina e volete prendere il pesce dei vostri sogni dovete essere altrettanto consci che le taglie piccole vanno rilasciate. In 6 mesi diventeranno pesci da 7/8 etti e in un anno avremo belle spigole da 1,00 kg a 1,50 kg.

Oltretutto culinariamente parlando un pesce da chilo è molto più pregiato e buono di uno da 300 gr. Voi preferite prendere 10 spigole da tre etti o 10 spigole da 7/8 etti? Questo è l'unico modo per preservare il nostro bellissimo hobby. In sostanza vi chiedo di diventare i difensori del mare e dei nostri pesci.

Guardate a come stanno trattando il mare, tutti, nessuno escluso. Dalle autorità, ai pescatori professionisti......Se amate veramente la pesca sportiva contribuite coscienziosamente a salvaguardare i nostri stock ittici. Uniti possiamo fare tantissimo.

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La pesca con il bigattino alla spigola

Tecniche di pesca - La pesca in mare con il bigattino

La pesca con il bigattino e canna bolognese in mare rappresenta una delle tecniche di pesca più difficili e tattiche in assoluto,secondo la mia modesta opinione.

La corretta riuscita dell'azione di pesca non richiede solo montature dedicate realizzate secondo determinati canoni, ma implica anche quello che in gergo viene chiamato “notevole senso dell'acqua”. Una cosa fondamentale da capire è che in base alle condizioni meteo-marine ci sono diversi modi di impostare la montatura per realizzare il fine di presentare l'esca nella maniera più naturale possibile.

Notevole importanza riveste anche l'azione di pesca vera e propria e la pasturazione che si effettua. E' difficile condensare tutto quello che un pescatore ha imparato in anni di pesca in mare.

A livello ideologico il grande pescatore dovrebbe arrivare alla riva del mare con la mente sgombera.Nulla dovrebbe essere predisposto. E' la vista del mare, della sua superficie, del colore dell'acqua, del profumo che essa sprigiona e delle condizioni meteorologiche che ci dovrebbero suggerire la via da intraprendere. Con immaginazione il “grande pescatore” costruisce la montatura sul luogo di pesca, poiché è la natura stessa che gli a svelato la Via.

A livello pratico, però dobbiamo fare i conti dove viviamo, vale a dire in una società moderna che con i suoi ritmi ci aliena, e a volte diviene difficile pure avere il tempo per recarsi a pescare: lavoro, famiglia, impegni vari ci stressano assai....

Ecco che allora un aiuto è necessario. Nella nostra borsetta abbiamo poche cose, tutte indispensabili, tra le quali una scatola trasparente che ospita diverse montature, ognuna adatta a particolari condizioni meteo-marine. Nella sacca due canne, una montata all'inglese e l'altra montata con una spallinata fatta a regola d'arte. Da padrone la fa il mare e la stagione, nel senso che sarà lui a darci il suggerimento di cosa utilizzare. Andiamo con ordine.

La prima cosa a cui dobbiamo far fronte è quella dell'impostazione della montatura di pesca. Nelle acque frequentate da me le montature fondamentali da utilizzare sono due: una prevede canna bolognese sui 7 ml galleggiante da passata da 3 a 6 gr e una coroncina di pallini che io chiamo spallinata, che precede il finale.

Tale montatura è stata descritta già nel sito ma vi delle varianti che si è dimostrate micidiale sulle spigole.

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La pesca del cefalo con i bigattini

Tecniche di pesca - La pesca in mare con il bigattino

In questo articolo voglio parlarvi della pesca al cefalo, che può essere praticata dalle scogliere artificiali oppure da una banchina portuale: un sistema che per lo più consiglio di usare nei mesi che vanno dai primi di Luglio fino alla fine di Ottobre. Naturalmente mi soffermerò su di un approccio a tale pesca non del tutto purista: pescare il cefalo con il bigattino.

Di solito quando ci si reca a pescare il muggine, le variabili da considerare per effettuare buone catture in divertimento sono tante. Prima di tutto si deve dare un'occhiata al modo di pescare che è utilizzato dai pescatori della zona, e prestare attenzione al tipo di esca utilizzato e al tipo di pastura che i pescatori locali sono soliti gettare in acqua per richiamare i cefali. E' importante prestare attenzione a questi dettagli poiché di solito il muggine è molto abitudinario nel selezionare le esche che gli si presentano :mi è capitato per esempio di innescare pezzi di sardina in dei luoghi dove i locali lo pescavano con il pane. In tale situazione si riduce notevolmente il numero di abboccate. Di solito il muggine è chiamato anche lo spazzino del mare, per cui ciò ci fa capire che è una specie molto suscettibile ad essere attirata con della pastura. Le esche principe sono il pane, pezzi di sardina, pezzi di sauro, gamberetto decongelato, pezzetti di petto di pollo, tremolina di fango, ecc....Osservare i pescatori locali con i propri occhi può aiutare a capire quale sia l'esca migliore se non si ha una precisa idea di come può essere la conformazione del fondale. Nella mia zona usiamo molto poco il pane che invece nel resto d'Italia è considerata un'arma vincente: una volta i puristi dei cefali della mia zona cercavano di insidiare il pennuto tramite tocchetti di sarda o sauro, pasturando con la salamoia.

popolodelmare-cattura cefali 2.jpg - 297.03 Kb popolodelmare- cattura cefali1.jpg - 327.22 Kb

Ad esempio da una scogliera artificiale, con acqua cristallina a profondità variabile tra i 2,50 ml e 1,50 ml, a fondale per lo più sabbioso l'esca principe per me rimane il gamberetto decongelato o la polpa di sauro (o sugarello o spighetta), anche se il non plus ultra sarebbe la sarda a tocchettini privati di spina e pelle ( di dimensioni molto piccole) se non avesse l'inconveniente di avere molto poca tenuta all'amo. In banchina portuale con acqua non proprio cristallina e fondale da 2,50 a 4,50 ml può essere molto valido il fiocchetto di pane.

Non ho parlato volutamente di montature di dimensioni di ami poiché queste saranno illustrate più avanti. Ora mi interessa presentare il concetto generale di come personalmente vivo la pesca del cefalo. Affronto sempre la battuta ai cefali con la speranza che all'altro capo della lenza rimanga agganciato un bel branzino o qualche bella orata. E' per questo che voglio illustrarvi un sistema di pesca un po' laborioso che però può attirare a portata di canna il maggior numero delle specie marine che popolano il luogo della nostra battuta. Prima di tutto si deve quantificare profondità, direzione e velocità della corrente. Si arriva sul luogo di pesca, ( se si è su una scogliera artificiale si cercano delle buche, vale a dire delle zone più profonde dove l'acqua sembra più fonda e la percezione del fondale rimane non definita) si monta il galleggiante ( da 1,50 gr. a 3 gr. Max) e si collega la spallinata e il finale che in caso di acqua cristallina sarà uno 0,10/0,08 della lunghezza di 0,80/0,60 ml. al cui estremo sarà collegato un amo del 16/18.

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Come e perchè incollare i bigattini

Tecniche di pesca - La pesca in mare con il bigattino

L'esigenza di incollare i bigattini nasce quando ci troviamo ad affrontare forti correnti e/o fondali abbastanza profondi. In questi casi se non adottassimo un espediente di tale tipo, i bigattini gettati con la fionda potrebbero finire lontano dal transito del nostro finale che striscia sul fondo. E' per tale ragione che quando siamo in tali situazioni, specialmente con mare un poco formato, conviene provare ad utilizzare colla e piccoli sassolini che si comprano appositamente nei negozi di pesca e che aiutano i bigattini a scendere esattamente dove abbiamo lanciato la palla che avremo preparato.

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Come si innesca il bigattino

Tecniche di pesca - La pesca in mare con il bigattino

Mi sembra doveroso dedicare una sequenza di video al corretto innesco del bigattino. Come si vede le fonti sono più che autorevoli.....buona visione!!!! 

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La pesca con il bigattino in mare

Tecniche di pesca - La pesca in mare con il bigattino

La pesca con il bigattino in mare, risulta essere una interessante alternativa a tutte quelle esche tradizionali da mare che noi pescatori di acqua salata siamo abituati ad utilizzare, quali polpa di gambero decongelato, sarda, alici sotto sale, cozze, vongole, vermi di mare, gamberetti vivi, cafaletti vivi, ecc.. Questa esca da molti demonizzata per i più svariati motivi, è anche un'esca che consente in determinati periodi dell'anno di realizzare catture anche quando altre esche falliscono nel loro intento. Le dicerie riguardanti questa esca sono frutto della mancanza di conoscenza della materia.Vediamo di fare un po di chiarezza sull'argomento.

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Il bigattino si sviluppa da un uovo deposto dalla mosca carnaria sulla carne in putrefazione. La successiva fase di crescita del bigattino, riguarda la trasformazione che lo porta a diventare una pupa, il caster che viene utilizzato dai pescatori sia di acqua dolce che di acqua salata. Dopo questa fase il caster si schiude e diventa mosca. Numerosi studi medici hanno evidenziato come la larva di mosca non contenga, ne all'interno ne all'esterno sostanze nocive all'essere umano, eccetto per i soggetti allergici alla larvetta. La carica batterica del bigattino è infatti paragonabile a quella di qualsiasi altra esca viva. Per ciò che concerne invece la possibile emanazione di miasmi nocivi, va detto che le prove sperimentali condotte in laboratori specializzati, hanno evidenziato che l'esca in questione produce spontaneamente un secreto sterilizzante con funzione autoimmunitaria che gli permette di disinfettare la sostanza organica con cui viene a contatto, per un discreto raggio di superficie circostante. Il bigattino è un'esca che si conserva per lunghi periodi e, mentre d'estate si deve conservare in frigorifero (puzza un po di amoniaca però), d'inverno è possibile conservarla in un luogo fresco ed asciutto. Una conservazione corretta della larvetta consiste, qualora decidessimo di mantenerla in frigorifero, di porla in un recipiente di plastica aggiungendovi della farina di polenta in modo da fare stare le larvette belle asciutte: come si evince, l'umidità è un nemico perchè innesca il meccanismo di trasformazione da larva in pupa. Cerchiamo per cui di tenere i bigattini belli asciutti.

 

La larvetta può essere innescata su ami del 12/14 con un bigattino infilato sul gambo dell'amo, e altri due o tre penzolanti. Si usa anche innescata su ami del 16/20, innescata singolarmente, per vincere la diffidenza dei pesci più grossi, ma molto sospettosi, che reputerebbero i tre quattro bigattini innescati come poco naturali nei loro movimenti. Un'ultimo possibile innesco che spesso si può rivelare risolutore, vede innescati più di quattro bigattini su di un amo del 10/8, la cosidetta mazzetta. Una diceria riguardante tale esca, accusa i bigattini di divorare il pesce dall'interno o di attaccarli dall'esterno.....Quando peschiamo con la larva, solitamente la usiamo sia per pasturare sia sull'amo. Le larve gettate in mare che si depositano sul fondo, per alcuni minuti presentano una frenetica attività in acqua salata, nonostante essa si trovi fuori dall'ambiente abituale in cui cresce e vive. Il bigattino non è affatto una larva assalitrice, e si nutre per cui solo di organismi morti, per cui è letteralmente impossibile che attacchi la fauna ittica, specialmente in un ambiente naturale che non è il suo. Per ciò che concerne invece il fatto che divori i pesci dall'interno una volta che è stata ingerita, è totalmente fuori discussione poiché nello stomaco dei pesci c'è una cosuccia chiamata succo gastrico che distrugge le larvette nel normale processo di digestione.

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